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Tutti gli mp3 e i video contenuti in questo blog sono stati trovati in rete, si tratta di materiale già precedentemente divulgato. Per informazioni o richieste scrivete a bia.hvid[at]gmail[dot]com

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Ci sono cascata pure io. Sono sopravvissuta al vizio del fumo ma non a quello dei Social Network. E sto cercando per lo meno di gestirlo.
Il flusso che mi colpisce di più in questo periodo è Twitter. Non spendo parole a pezzi e bocconi come hanno fatto recentemente perfino al Tg1: se conoscete Twitter penso capiate anche come la mia mentalità contorta si stia districando fra followers, tinyurl e followfridays.
Ultimamente mi drogo di informazioni mediatiche attraverso internet. Filtrate, meno filtrate… vado a colpi di ‘share on’, ‘post in’, ‘add at’.
Penso di aver realizzato di essere veramente addicted nel momento in cui mi sono accorta di non sentire la necessità di spiegare queste mie azioni, come se un atto di share possa presupporre una motivazione implicita e allo stesso tempo una spiegazione esplicita della tua opinione a riguardo.
E non è vero. E lo sta dicendo una che si è cimentata come pseudo-blogger da appena due anni e adesso ha scelto un bella virata verso Tumblr.
E adesso mi sento di impormi una selezione di contenuti di cui poter e dover anche parlare. In modo da condividere veramente l’opinione in merito a qualcosa. Perchè altrimenti quel qualcosa rimane qualcosa e basta.
Ed ecco una serie di considerazioni e input di questi ultimi giorni:
- Feedly: a magazine-like start page. E’ una cosa magnifica. Basato su Google Reader e Twitter. Parto dal presupposto che una volta acquistato il MacBook Pro dal quale sto scrivendo, avevo cercato almeno due o tre volte di organizzare un’azione programmata di lettura feed tramite Vienna, consigliato da amici. Non male, però l’interfaccia non mi ha mai ispirato. La grafica decisamente discutibile, soprattutto nell’apertura dei singoli post e un che di assente, un che adesso individuato con ciò che chiamo collocamento rispetto alla rete nel suo complesso.
Con Feedly le impostazioni sono state rapidissime, posso aggiungere nuovi feed, crea delle pagine cover e digest con i most recent in modo autonomo, apertura di pagine per argomenti e insieme aggiornamenti Twitter (con eventuali FriendFeed dei miei followers collegati) e YouTube, una history dei post letti di recente e un feedback sull’attività in Twitter. Aggiungete che ha una grafica semplice ma accattivante ed è una Firefox extension.
- Monocle: Monocle è una rivista internazionale che è stata definita come la più snob fra le presenti sul mercato. ha un costo non indifferente ed è diretta a manager di fascia di reddito medio-alta. A me piace. La cosa interessante è che ha un’ottica abbastanza obiettiva sull’andamento globale con interessanti approfondimenti su design, energia, tendenze e viaggi.
E poi ci trovi anche informazioni tipo Tomas il nuovo libro di James Palumbo, che è uno dei fondatori della Ministry of Sound. Insomma. Poi dite che è snob ah?
- Link: niente spiegazione particolare per questa parola se non il considerare un’idea. Vi è mai capitato di avere il dubbio se condividere e divulgare un link? Un pò come il ragionamento di etica corretta di diffusione delle notizie sul suicidio o su falsi allarmismi (che dovrebbero esserci) sulle fonti di informazione principali.
A me è capitato con questa notizia “Sono di destra ma amo gli hippy.”
Voglio dire, l’argomento è sovraffollato, la redazione dell’articolo mi sembra anche falsamente diretta in un ricercato young-friendly e in realtà piuttosto superficiale, i contenuti piuttosoto scontati però: vorrei sfatare e negativizzare un contenuto simile. La tipica ragazza di ceto medio che ha raggiunto una certa notorietà prettamente per doti legate all’aspetto fisico, che afferma di avere idee non chiare, moderate e aggiunge anche il noto clichè della persona che si può permettere l’alta società ma preferisce e cerca la contaminazione perchè è damnly cool di questi tempi.
Voglio dire: si può fare qualcosa contro questo piattume per favore?
Link
The Morning News è un magazine online facilmente fruibile e particolarmente ferrato in merito ad attualità, politica e costume, soprattutto su ciò che riguarda gli States, ma anche con uno sguardo sul resto del mondo.
In particolare mi spiace lo stile fresco e diretto che caratterizza tutti gli articoli, senza che i contenuti perdano di autorevolezza giornalistica.
Questa volta presentano gli EDDYS 2009 con i quali vogliono “premiare il meglio di un media sfuggente” come di fatto è il Web. Aggiungo io, con un’attitudine del tutto nuova e categorie felicemente improbabili (su tutte ‘Best Tribute Sites to Authors Unfortunately Recently Dead’).
Fra i miei preferiti riporto:
- ThruYOU, creatività all’ennesima potenza per un mash-up che devo dire, va oltre il lato di remix musicale (come viene descritto da TMN) ma diventa remix crossmediale.
- Let Me Google That For You, onestamente lascia il tempo che trova, però è dannatamente cool! E può essere secondariamente utile per chi ha carenza di digital divide…
- Thsrs by Ironicsans, ora in effetti da quando uso Twitter non ho ancora avuto molti casi di necessità di accorciare il messaggio, ma sembra uno strumento molto utile per migliore il proprio inglese ‘da rete’.
Link
Forse per una volta qualcosa in controtendenza rispetto al solito dire che l’industria musicale è in crisi. Bisogna sapersi mettere in gioco nel modo giusto.
Video
Data is relationship
Tim Berners-Lee on the new way of thinking about the Web, about sharing and creation of content and method to do business starting from the customer, but for real.
Breaking Boundaries means Learning and Integrating not Keeping Up
Photo
Novamag
“Novamag 2.0 parte con l’idea di dare una lettura pop - pop come cultura pop, pop come popolare, di massa - degli eventi e dei fenomeni.”
Potete leggere:
- Ma Berlusconi è antifascista?
- Se NY si sente la febbre (suina)
- E io rapisco il manager
- Purp e il poeta assassinato # 7
… e molto altro.
La sottoscritta ha solo donato lo scatto fatto a Milano in occasione del Public Design Festival.
www.novamag.it